Biscotti da incontrare ed assaporare.

dolci 5 June 2010 | 0 Comments

Non c’è uomo che non possa bere o mangiare, ma son pochi in grado di capire che cosa abbia sapore.” Questo aforisma di Confucio è ottimo per parlare di una famiglia di dolci che spesso passano un po’ in sordina: i biscotti.


Esistono diverse ricette, tradizioni e modi di preparare e mangiare i biscotti.

Potremmo anche fare una scommessa: ognuno di voi che sta leggendo in questo momento ha già pensato all’ultima volta che ha mangiato dei biscotti. Probabilmente a colazione, per uno spuntino a merenda, oppure con una tazza di latte prima di andare a dormire. Si tratta di un incontro quotidiano con il cibo, dove entrano in gioco le emozioni e l’esperienza individuale, grazie a ricette che molto spesso hanno molto di più da raccontare rispetto a quello che si può immaginare.


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Forse non tutti sanno, ad esempio, che i biscotti trovano le loro radici nella soluzione di biscottare il pane che trovata già gli antichi romani: un modo per mantenere gli alimenti più a lungo soprattutto durante le battaglie. E’ anche da queste radici che ha origine il nome ‘gallettine’, termine con cui spesso vengono chiamati i biscotti a stampo.

All’inizio erano distanti da quelli che siamo abituati a mangiare oggi, fatti con diversi tipi di farine e addolciti grazie all’aggiunta di frutta secca, e di certo molto più duri. E’ intorno al 1500, con la cultura tedesca e francese, che fa la sua comparsa in biscotto di pane e zucchero e nei secoli successivi si integrano e migliorano ingredienti e ricette.


Di sicuro andrebbe dedicato un pensiero ai savoiardi e ai biscottini di Novara, famosi in Italia da più di un secolo perché tipicamente adatti ad essere inzuppati nel vino o nel marsala. E quando di parla di inzuppare in realtà ritorniamo un po’ tutti alla tipica tazza di caffelatte o di tè della nostra infanzia.

Se volete però dedicarvi ad una conoscenza migliore di questi dolci vi consigliamo di prestare molta attenzione ad alcune caratteristiche che li contraddistinguono gli uni dagli altri e ne indicano la qualità. Parliamo in particolare di doratura che deve essere chiara sui bordi, della friabilità, di un livello equilibrato di dolcezza ma soprattutto del profumo.


Sono proprio il profumo e il sapore che in questo caso, e con molti altri esempi della piccola pasticceria, vi accompagnano dal primo momento in cui aprite la vostra scatola di biscotti e che cercate quando prendete in mano queste piccole dolcezze.



 

 

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